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Annalisa Bertoli si accese una sigaretta.
"Così Massimo è morto. Un colpo di pistola..."
Una lacrima, poi un'altra.
"Immaginavo che finisse così..."
"Cosa intende, signorina?" chiese Marini
"Negli ultimi mesi ce l'aveva spesso tra le mani, in maniera un po' troppo disinvolta. La lasciava sempre in bella vista sul tavolino del soggiorno."
Una pausa di silenzio, una boccata di fumo. Cercava di soffocare i singhiozzi."In fondo,forse,mi sono liberata di un peso",disse infine. "Non l'ho mai detto a Davide, ma in quest'ultimo mese stava diventando davvero pesante."
"Era ancora innamorato?"
Un'altra boccata.
"Sì, mi creda. Mi fa male parlarne così. Massimo non aveva un lavoro fisso, era sempre in bolletta. Io l'ho lasciato percheè avevo bisogno di qualcuno...come dire? Ecco, normale. Qualcuno che mi garantisse maggiore stabilità. Lui non l'ha accettato ed ha continuato a farsi sentire, a insistere perché tornassi con lui."
Lasciò che la sigaretta finisse senza più neanche fare un tiro. Continuava a piangere.
Marini si alzò avvicinandosi alla libreria, su cui erano in mostra alcuni vinili rari. In quel momento entrò Davide. Annalisa si asciugò le lacrime e fece le presentazioni, mettendo il compagno al corrente dell'accaduto.
"Non riesco a crederci...Ma forse, pensandoci bene, non era difficile da intuire."
"Allude a qualcosa di particolare?"
"Non hai detto nulla all'ispettore, tesoro?"
Marini colse uno sguardo fulminante negli occhi di Annalisa, che però sembrava troppo stanca per opporsi.
"Massimo era in una situazione economica disastrosa. Ci si era messa anche la sfortuna:aveva venduto a Punto Radio un jingle, che ha fatto molto successo. Ma pare che loro non avessero i soldi per pagarlo. Era disperato, lo scriveva anche nei messaggi deliranti che inviava ad Annalisa."
La ragazza aveva ricominciato a piangere, sempre più sconvolta.
"C'è dell'altro, signor Rubinaccio?"
"Be',in alcuni di questi messaggi...aveva dichiarato che l'avrebbe fatta finita. Massimo era distrutto per l'abbandono di Annalisa, non aveva soldi, aveva espressamente detto di volersi uccidere..."
Ed era stato trovato cadavere. Marini osservò i vinili. C'era una copia di Shine On You Crazy Diamond dei Pink Floyd, autografata da tutti i membri della leggendaria band. Canzone quanto mai azzeccata, date le circostanze.
Allungò una mano per prendere il disco, ma fu preceduto da Davide.
"Amo questa collezione più di me stesso. Ho tutti gli album dei Sex Pistols in versione originale, ma questo è il pezzo più prezioso che ho". Poi aggiunse, come per scusarsi:
"Non permetto a nessuno di toccarli".
Marini sospirò, ma un altro particolare catturò la sua attenzione. In un angolo della stanza c'era una chitarra appoggiata su un supporto. La osservò. Come aveva fatto a non notarla subito?
"Signori, vi ringrazio per il vostro aiuto. Di nuovo condoglianze. Ora devo proprio andare."
Si precipitò fuori.